venerdì, novembre 29, 2013
Toriko
Questa storia si svolge in un mondo la cui superficie è abitata solo per il trenta per cento da essere umani. Il resto è una terra selvaggia, la Terra dei Gourmet, dove vivono bestie straordinarie e pericolose. Più che pericolose, letali. L'organizzazione che ha più influenza di tutte è l'Organizzazione Internazionale dei Gourmet o IGO, che ha un ruolo vitale nella cosiddetta Era dei Gourmet.
Il cibo di alta qualità, di lusso, è diventato il motore principale dell'economia mondiale e la ricerca di ingredienti eccezionali può essere molto pericolosa. Per questo i ricchi e i grandi chef la affidano ai Gourmet Hunter, individui dotati di forza sovraumana e dalle straordinarie capacità, gli unici in grado di fronteggiare le belve. Toriko è uno di essi, un uomo la cui passione per il cibo non conosce confini. Egli è uno dei quattro sovrani, coloro che sono stati addestrati dall'IGO per essere i migliori Gourmet Hunter di tutti. Seguito dal timido, ma talentuoso chef a cinque stelle Komatsu, che gli va dietro per imparare il più possibile sugli alimenti di lusso e sulle meraviglie culinarie del mondo, il nostro eroe, come tutti i suoi colleghi gira in lungo e in largo per trovare le pietanze per il suo menù perfetto. Questo deve comprendere: hors d'oeuvre, una zuppa, un piatto di pesce, un piatto di carne, un piatto principale, un'insalata, un dessert e una bevanda.
Toriko nei suoi viaggi combatte con le bestie feroci, con altri Gourmet Hunter e perfino con emissari di organizzazioni rivali della IGO, come la temibile Mafia Alimentare.
Lo stile di combattimento di Toriko predilige la forza bruta e l'usare le proprie braccia come "forchetta" e "coltello", per garantire sia la difesa che l'attacco (il sistema di combattimento è uno degli elementi di questa serie che trovo un po' ripetitivo, a dire il vero. Quante variazioni ci potranno essere?). Egli ha inoltre una resistenza a certi veleni, un naso molto sensibile, più simile a quello di un cane che a quello di un uomo e una conoscenza enciclopedica delle proprie prede. Gli altri re, con i quali pare si alleerà, sono: Coco, un veggente che riesce a produrre veleno dal proprio corpo; Sunny, un uomo vanesio che ha il controllo totale dei propri capelli e li usa come armi; infine, Zebra, che è stato arrestato per aver cacciato alcuni animali fin quasi all'estinzione e che usa le onde sonore delle sue urla per provocare gravi danni ai suoi nemici. Quest'ultimo è il più irascibile e violento dei quattro.
In questo mondo, i crimini alimentari si pagano molto severamente, ma la Mafia Alimentare dispone di combattenti molto forti, nonchè dei temibili robot GT, macchine da combattimento potenti e spietate, con la forma di un inquietante pennuto antropomorfo.
Il design delle bestie è davvero interessante: si tratta sempre di qualche incrocio di animali diversi (es. il Tigreco = tigre + tricheco), se non qualcosa di deforme e orrendo (tipo i Troll Kong o il Serpente Satanasso). L'IGO dà un valore di cattura, da 1 a 100, che determina la rarità, ma anche la forza e la pericolosità di ogni specie. Nonostante la loro generale bruttezza, quando diventano ingredienti sono rappresentati in maniera piuttosto invitante. Infatti uno dei punti di forza di questo manga è come viene disegnato il cibo. Si potrebbe dire che fa davvero venire l'acquolina in bocca.
Trovo che sia un po' presto per dare un giudizio netto sulla serie, comunque da quello che so, il manga ha avuto riscontri e vendite molto positivi, arrivando nella top five delle serie di Jump più vendute (per dire, ha avuto un crossover con One Piece e Dragon Ball, quante serie possono vantare una cosa del genere?).
Magari l'idea alla base non è originalissima (mi ricorda i cacciatori buongustai di Hunter X Hunter), ma l'esecuzione è interessante. Ci vedo del potenziale.
Alla prossima
Faust VIII
giovedì, ottobre 10, 2013
Urusei Yatsura
Ataru Moroboshi è un giovane che vive nella cittadina di Tomobiki, nei pressi di Tokyo. Pigro è sempre a caccia di gonnelle, non rende la vita facile a chi gli sta intorno. Ha una sorta di relazione con la sua compagna di classe Shinobu e odia il suo compagno Mendo, incredibilmente ricco e snob.
Un giorno, gli alieni invadono la terra: essi hanno una tecnologia più avanzata della nostra, sono più forti di noi e assomigliano a degli oni (esseri mostruosi del folklore nipponico, che noi associamo agli orchi). La terra sembra spacciata, finché gli alieni non decidono che, per risolvere la questione più velocemente, un loro campione si dovrebbe sfidare col campione della terra: se vincerà l'alieno, i terrestri dovranno accettare gli alieni come loro nuovi padroni; se invece vincerà il terrestre, loro toglieranno le tende.
Un computer si occupa di selezionare, fra tutti i terrestri, un campione e si tratta proprio di Ataru! Lui, codardo com'è, non vuole andarci, mettendo in imbarazzo i genitori. Cambia idea però, quando scopre che il suo sfidante è Lamù, la figlia del re degli invasori, una bella ragazza che indossa solo un bikini tigrato. La prova consiste nell'afferrare le corna sulla testa di Lamù, cosa complicata però dal fatto che la ragazza può volare. Tutto sembra perduto, finché Shinobu non dice ad Ataru che se riuscirà nell'impresa, lei promette di sposarlo.
Allora Ataru pensa ad uno stratagemma: con una pistola che spara una ventosa, afferra il top del costume dell'aliena che comincerà ad inseguirlo per riaverlo indietro. Avendo le mani impegnate a coprirsi non potrà allontanarlo ed è in quel momento che Ataru le afferra le corna, mentre grida: "Voglio sposarmi!"
Superata la prova, la terra è salva, ma lo stesso non si potrà dire di Ataru. Lamù, sentendolo urlare quelle parole, ne fraintende il significato e crede che il terrestre le abbia chiesto la mano! Lei accetta e da quel giorno, non ci sarà pace per Ataru, ora suo fidanzato ufficiale. Non solo perché Shinobu tronca i rapporti con lui in modo "brutale", ma anche perché dovrà sopportare le scosse elettriche che la gelosa Lamù è in grado di scagliare (è un po' la running gag della serie).
Il cast è composto da una gabbia di matti, umani e alieni. Per citarne alcuni, a parte Mendo e Shinobu (che con Ataru e Lamù formeranno poi una sorta di quadrilatero amoroso): i genitori di Ataru, che venendo coinvolti in quello che succede al figlio, si pentono di averlo messo al mondo; i suoi compagni di classe, gelosi del suo rapporto con la bella Lamù; Ten, il cugino della giovane aliena, che sputa fuoco quando è arrabbiato; Rei, l'ex-fidanzato di Lamù, bello ma stupido e capace di trasformarsi in un mostro; l'infermiera della scuola / sacerdotessa shinto ed esorcista Sakura e suo zio Sakurambo, un monaco buddista accattone che sembra affascinato dalla sfortuna di Ataru; Ryunosuke, una ragazza cresciuta come un uomo dal suo cocciuto padre, con il quale ha sempre delle violente liti; Kurama, la principessa dei tengu, che per un errore dei suoi servi si trova a dover far sì che Ataru le dia degli eredi, e così via.
Il manga ha natura episodica e potremmo tranquillamente definirlo "gag manga" ( manga umoristico che presta poca attenzione alla continuity). E' il manga che ha dato la svolta alla carriera di Rumiko Takahashi. In esso si mescola antico e moderno e si reinterpreta in chiave ironica il folklore nipponico oltre che a fornire parodie della cultura pop dell'epoca. Non è l'unica opera a fare questo, ma è una di quelle più famose. Potremmo dire che prima di Keroro e Gintama, il Giappone ha avuto Urusei Yatsura.
La serie tv presenta dei cambiamenti rispetto al manga ad esempio vari episodi e personaggi inediti, ma questo non ne impedisce la fruizione, vista la natura estremamente episodica a cui accennavamo prima (una situazione analoga a quanto accadeva, magari in misura minore, per un'altra opera dell'autrice, Ranma 1/2).
In conclusione, si tratta di un'opera divertente e ben conosciuta dal pubblico italiano, che fa sempre piacere recuperare e rivedere.
Alla prossima
Faust VIII
venerdì, agosto 23, 2013
Samurai Shodown e Tokisada
Il boss finale del primo
Samurai Shodown (Samurai Spirits, in Giappone) è Amakusa Shiro Tokisada.
Si tratta di un personaggio realmente esistito, leader carismatico
della rivolta di Shimabara (17 dicembre 1637 - 15 aprile 1638). La
rivolta scoppiò perché il signore feudale (daimyou) aumentò le tasse dei
contadini, per coprire le spese di costruzione di un nuovo castello.
Questo si aggiunse alla politica di repressione del cristianesimo in
atto da tempo in quella zona (lo shogunato temeva che la diffusione
della fede cristiana fosse la “fase 1” di una conquista anche militare,
ad opera delle nazioni da cui provenivano i missionari, la Spagna e il
Portogallo), esacerbando gli animi della popolazione. La maggior parte
dei ribelli era composta da contadini cattolici, anche se in seguito si
unirono a loro molti ronin (samurai senza padrone). Il giovane Tokisada,
anch’egli cristiano, era visto come un inviato celeste (c’è chi lo
definisce addirittura “il Gesù giapponese”) e riuscì per qualche tempo a
tenere testa alle truppe dello shogun. Dopo l’assedio del castello di
Hara, però, i ribelli furono sconfitti e vennero tutti uccisi, compreso
Tokisada.
Si narra che le sue ultime parole furono: “Ritornerò fra cento anni e avrò la mia vendetta”. In pratica nel gioco, Tokisada ha tenuto fede alla sua promessa, tornando dall’aldilà come una specie di messia malvagio.
Alla prossima
Faust VIII
Si narra che le sue ultime parole furono: “Ritornerò fra cento anni e avrò la mia vendetta”. In pratica nel gioco, Tokisada ha tenuto fede alla sua promessa, tornando dall’aldilà come una specie di messia malvagio.
Alla prossima
Faust VIII
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Storia giapponese,
Videogames
martedì, agosto 06, 2013
La banalità del male
Hiroshima, 6 agosto 1945 - Nagasaki, 9 agosto 1945
Nessun crimine di guerra giustifica il compimento di altri crimini di guerra.
Pace.
Faust VIII
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Politica e impegno sociale,
Storia giapponese
sabato, maggio 04, 2013
Super Robot Monkey Team Hyperforce Go!
Nella megalopoli di Shuggazoom, che occupa buona parte del pianeta Shuggazoom (il resto sono deserti e terre desolate), vive un ragazzo di nome Chiro. Una mattina che era andato ad esplorare la periferia della città, Chiro trova un robot gigante abbandonato. Entrato all'interno della colossale macchina, il ragazzo aziona un interrutore, svegliando così cinque scimmie robot che gli spiegano che, avendo attivato il robot gigante, lui si è fuso con una antica forza mistica nota come il Potere del Primate. Questo fa di lui il leader naturale della squadra di scimmie, chiamata Super Robot Monkey Team Hyperforce. Ogni episodio è incentrato sulla lotta della Hyperforce per difendere la città di Shuggazoom dalle mire del loro mortale nemico, Skeleton King.
La serie, a cui ha partecipato lo studio di animazione giapponese The Answer Studio e creata da Ciro Nieli per la televisione americana, trae ispirazione dalle Super Sentai Series, conosciute in Occidente attraverso l'adattamento americano Power Rangers. Questo traspare per esempio dal fatto che ogni componente della squadra è caratterizzato da un colore e da un'arma specifica, da semplici tratti caratteriali e da un ruolo: Antauri è il secondo in comando ed è il mistico del gruppo; SPRX-77 (Sparks) è il migliore pilota e "quello buffo"; Gibson è lo scienziato e il precisino; Otto è il meccanico, a volte un po' lento di comprendonio; Nova è l'unica femmina ed è il guerriero del gruppo. Il loro robot si scompone in sei veicoli che ogni componente pilota in modo autonomo e quando si riuniscono c'è la classica scena del gattai (assemblaggio), anch'essa tipica dei Super Sentai. Quando non è impegnato in combattimento, il robot funge da abitazione/quartier generale del team.
Di contro, lo Skeleton King vive (beh, vive è una parola grossa: è uno stregone non-morto) in una nave spaziale vivente, la Cittadella d'Ossa, attorniato da creature mostruose e dal suo esercito di robot scheletrici, gli Scagnozzi Informi. Lì, architetta piani sempre più diabolici per spargere terrore e distruzione non solo a Shuggazoom, ma in tutto il cosmo.
Altri punti fermi dei Super Sentai che sono implementati nel corso delle serie: l'addestramento del protagonista, che passa da membro involontario del team a eroe; il ranger "speciale", che ritorna dopo essere stato creduto morto; il ranger cattivo, in questo caso Mandarin, ex leader delle scimmie e ora in combutta con lo Skeleton King.
La serie riesce a ricreare perfettamente l'atmosfera del Super Sentai, a mio parere. L'animazione, ipercinetica e molto colorata, è piacevole da guardare. Le tematiche possono essere a volte sorprendentemente cupe e ci sono svariati riferimenti alla cultura "nerd".
La raccomando ai fan di robottoni e Super Sentai (ovvio).
Alla prossima,
Faust VIII
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I Can't Believe It's Not Anime
sabato, aprile 27, 2013
Internet vietato ai gaijin
I giapponesi utilizzano molto internet. Ho letto, una volta, che la lingua più usata nei siti web è l'inglese. Al secondo posto, c'è il giapponese. Internet ha fatto del suo essere internazionale e, nello specifico, della possibilità di connettersi al sito di un Paese qualunque, da qualsiasi Paese uno dei suoi aspetti più utili. Salvo in posti dove c'è una censura sistematica del web, si può usare internet per essere in contatto con chiunque in qualsiasi parte del mondo. E' come se fossimo tutti un po' più vicini ed è uno degli aspetti che più caratterizzano la realtà contemporanea.
Ho notato però che in Giappone c'è anche una tendenza ad avere un web riservato ai soli giapponesi. E non parlo di siti di giornali in lingua o troppo specifici per suscitare interesse nei "non autoctoni". Parlo di social network che non consentono l'iscrizione ai gaijin (mixi è l'esempio più noto) o della versione giapponese di siti occidentali (ma che sono ormai usati in tutto il mondo). Insomma, in cosa è diverso l'internet giapponese?
Cominciamo dicendo che, nell'ambito dei più grandi social network, tra Facebook e Twitter, il Giappone sembra che abbia scelto Twitter. Sarà la possibilità di mantenere il controllo sulla propria privacy meglio di come fa Facebook o il fatto di concentrarsi sul mandare messaggi brevi in modo molto casual (cosa di cui i giapponesi sono fan sin da quando usavano i pocket bell -ovvero i cercapersone- e poi i cellulari, che hanno usato per navigare su internet da molto prima di noi). Tra l'altro, la natura della loro lingua permette di dire molte cose anche in 140 caratteri (1 carattere su Twitter per noi occidentali è una lettera, per un giapponese è un kana o un ideogramma e un ideogramma da solo può già essere un'intera parola. Es: per scrivera la parola "acquario" ho usato 8 caratteri, in giapponese 水族館 sono solo 3 caratteri. Chiaro?)
Il Facebook giapponese è, senza dubbio, mixi. E qui cominciano le dolenti note. Su mixi si possono scrivere dei post tipo blog/diario personale e condividerli coi propri amici (ma anche foto, chattare, c'è una funzione calendario, etc). Il problema è che per accedere c'è bisogno dell'email di un cellulare giapponese, pressocché impossibile da ottenere per un gaijin fuori dal Giappone. Non è stato sempre così. La ragione che danno quelli di mixi è che hanno deciso di fare così per scongiurare attacchi di hacker e truffe telematiche. Lo stesso dicasi per Gree.
Anche i giapponesi usano Youtube, ma hanno pure Nico Nico Douga. Come Youtube, ma con qualche funzione in più. Adesso è facile isciversi anche per i gaijin tramite la versione in inglese.
In quanto ai motori di ricerca, Google non ha ancora soppiantato Yahoo.co.jp, che porta avanti ancora l'idea, da noi ritenuta superata, di portale.
Forse, una delle ragioni per cui Facebook non ha avuto tanto successo, almeno inizialmente in Giappone, è che l'anonimato è ancora ritenuto un fattore importante nel Paese del Sol Levante. Per questo siti come 2chan (una sorta di forum con un enorme community) hanno ancora parecchio successo.
Sapete cos'è DeviantArt? Allora non vi sfuggirà il concetto alla base di Pixiv. Dicono che ne faranno anche una versione internazionale.
E per quanto riguarda Skype? C'è una versione nipponica anche di quello: Line (powered by Naver), che, a differenza di Skype e Whatsapp permette di chattare ed effettuare chiamate (con altri utenti Line) in modo gratuito.
Non so come si evolverà il web nipponico, ma sono curioso di vedere se si aprirà un po' di più al resto del mondo.
Alla prossima
Faust VIII
Ho notato però che in Giappone c'è anche una tendenza ad avere un web riservato ai soli giapponesi. E non parlo di siti di giornali in lingua o troppo specifici per suscitare interesse nei "non autoctoni". Parlo di social network che non consentono l'iscrizione ai gaijin (mixi è l'esempio più noto) o della versione giapponese di siti occidentali (ma che sono ormai usati in tutto il mondo). Insomma, in cosa è diverso l'internet giapponese?
Cominciamo dicendo che, nell'ambito dei più grandi social network, tra Facebook e Twitter, il Giappone sembra che abbia scelto Twitter. Sarà la possibilità di mantenere il controllo sulla propria privacy meglio di come fa Facebook o il fatto di concentrarsi sul mandare messaggi brevi in modo molto casual (cosa di cui i giapponesi sono fan sin da quando usavano i pocket bell -ovvero i cercapersone- e poi i cellulari, che hanno usato per navigare su internet da molto prima di noi). Tra l'altro, la natura della loro lingua permette di dire molte cose anche in 140 caratteri (1 carattere su Twitter per noi occidentali è una lettera, per un giapponese è un kana o un ideogramma e un ideogramma da solo può già essere un'intera parola. Es: per scrivera la parola "acquario" ho usato 8 caratteri, in giapponese 水族館 sono solo 3 caratteri. Chiaro?)
Il Facebook giapponese è, senza dubbio, mixi. E qui cominciano le dolenti note. Su mixi si possono scrivere dei post tipo blog/diario personale e condividerli coi propri amici (ma anche foto, chattare, c'è una funzione calendario, etc). Il problema è che per accedere c'è bisogno dell'email di un cellulare giapponese, pressocché impossibile da ottenere per un gaijin fuori dal Giappone. Non è stato sempre così. La ragione che danno quelli di mixi è che hanno deciso di fare così per scongiurare attacchi di hacker e truffe telematiche. Lo stesso dicasi per Gree.
Anche i giapponesi usano Youtube, ma hanno pure Nico Nico Douga. Come Youtube, ma con qualche funzione in più. Adesso è facile isciversi anche per i gaijin tramite la versione in inglese.
In quanto ai motori di ricerca, Google non ha ancora soppiantato Yahoo.co.jp, che porta avanti ancora l'idea, da noi ritenuta superata, di portale.
Forse, una delle ragioni per cui Facebook non ha avuto tanto successo, almeno inizialmente in Giappone, è che l'anonimato è ancora ritenuto un fattore importante nel Paese del Sol Levante. Per questo siti come 2chan (una sorta di forum con un enorme community) hanno ancora parecchio successo.
Sapete cos'è DeviantArt? Allora non vi sfuggirà il concetto alla base di Pixiv. Dicono che ne faranno anche una versione internazionale.
E per quanto riguarda Skype? C'è una versione nipponica anche di quello: Line (powered by Naver), che, a differenza di Skype e Whatsapp permette di chattare ed effettuare chiamate (con altri utenti Line) in modo gratuito.
Non so come si evolverà il web nipponico, ma sono curioso di vedere se si aprirà un po' di più al resto del mondo.
Alla prossima
Faust VIII
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Ossa di varia lunghezza
martedì, gennaio 01, 2013
lunedì, dicembre 24, 2012
Il mito del ciarlatano demoniaco
Riporto qui un post di Viaggio in Germania sul "vero" Faust e sulla nascita del mito. Se volete consigli per imparare il tedesco o siete interessati alla Germania e alla sua cultura, visitatelo, è un ottimo sito.
Questa è la storia della carriera fulminante di un negromante del '500 che entra nel mito e diventa un chiodo fisso della letteratura tedesca. Una storia molto affascinante - non solo per gli appassionati della letteratura!
"Storia
del dottor Johann Faust, ben noto mago e negromante, di come si è
promesso al diavolo per un determinato periodo della sua vita, di quali
straordinarie avventure egli fu protagonista o testimone, fino al
momento in cui ricevette la ben meritata mercede. Un esempio orrendo per
tutti i superbi, i saccenti e gli empi, un esempio disgustoso oltre che
amichevole ammonimento. Siate sottomessi a Dio, combattete il diavolo,
cosicché egli fugga da voi. Amen."
a sinistra: la copertina del libro
Già nel titolo l'autore non lascia nessuna incertezza riguardo le sue intenzioni, si tratta di un chiaro ammonimento: non fate come ha fatto Faust, non abbiate la presunzione di voler sapere tutto, la scienza è roba da diavolo, piuttosto siate figli ubbidienti della chiesa e sottomessi a Dio! Il libro ebbe un enorme successo, successivamente uscirono sempre nuovi libri con "nuove storie" del dottor Faust, era una specie di "telenovelas" del '500. L'ammonimento religioso era sempre compreso, era d'obbligo per l'epoca, ma la gente leggeva queste storie e le raccontava in giro con un misto di paura e affascinata curiosità. Divenne per due secoli uno dei miti popolari più diffusi e amati. Goethe conobbe Faust per la prima volta in uno dei tanti spettacoli popolari di attori viaggianti che rappresentarono queste storie fantastiche nelle piazze. E così "lo spaccone degno di essere frustato" del '500 entrò nella grande letteratura.
Questa è la storia della carriera fulminante di un negromante del '500 che entra nel mito e diventa un chiodo fisso della letteratura tedesca. Una storia molto affascinante - non solo per gli appassionati della letteratura!
La sua vita..
A
sinistra: affresco sulla casa a Staufen (nella Foresta Nera) dove,
secondo la legenda, è morto Faust: il diavolo si prende Faust nel
momento della sua morte.Due testimonianze da chi ha conosciuto personalmente il personaggio storico di Faust: "Quell'uomo, del quale tu mi scrivi, che ebbe la sfrontatezza di definirsi principe dei negromanti, è un vagabondo, chiacchierone e giramondo, degno di essere frustato". Dalla lettera di un abate, 1507. "Otto giorni fa giunse a Erfurt un chiromante di nome Giorgio Faust, un vero e proprio spaccone, pazzo per giunta". Dalla lettera di un commerciante, 1513. |
Non sono dei ritratti molto lusinghieri che tracciano
le fonti dell'epoca del personaggio storico di Faust. In verità, di lui
si sa poco di sicuro. Georg (o Johann) Faust nasce nel 1480 a
Knittlingen (Württemberg). Fa il maestro di scuola girando per tutta la
Germania. Poi fa il mago, forse anche il medico e il barbiere (che nel
'500 era spesso la stessa persona che, in caso di necessità, faceva
anche il dentista) e il consigliere di varie corti. Viaggia sempre e
opera incantesimi. Più volte viene cacciato via da una città perché
accusato di sodomia, pedofilia o di aver portato male a qualcuno.
Ricorre spesso a soprannomi per mascherare le precipitose partenze
oppure la presenza stessa in una città dove aveva commesso qualche
misfatto. Si dice che a Krakau insegnava la magia. Bisogna comunque
considerare il fatto che nel '500 non esisteva ancora una chiara
distinzione tra scienza (comunque molto poco sviluppata) e quello che
oggi chiameremmo ciarlataneria. A quell'epoca magia, filosofia e scienza
era ancora tutt'uno.
Già quando era ancora in vita cominciarono a formarsi le leggende più avventurose intorno a lui ed è difficile separare verità e invenzioni. La voce che il diavolo lo accompagnava era molto diffuso. Le sue apparizioni suscitarono sempre paura, ma anche ammirazione. Faust muore attorno al 1540 a Staufen (Breisgäu).
Già quando era ancora in vita cominciarono a formarsi le leggende più avventurose intorno a lui ed è difficile separare verità e invenzioni. La voce che il diavolo lo accompagnava era molto diffuso. Le sue apparizioni suscitarono sempre paura, ma anche ammirazione. Faust muore attorno al 1540 a Staufen (Breisgäu).
E la sua fine...
Nell'illustrazione: Faust nel suo studio (incisione di Rembrandt)"Quando fu giorno si recarono nella stanza dove era stato il dottor Faust. Trovarono tutta la stanza imbrattata di sangue, il cervello era spiaccicato alla parete poiché il diavolo lo aveva sbattuto da una parete all'altra, vi erano pure i suoi occhi e molti denti sparsi qua e là, lo spettacolo era tremendo e pauroso. Trovarono infine il suo corpo fuori accanto al concime, orribilmente sfigurato, con la testa e le membra ciondolanti".da: "Storia del dottor Johann Faust", 1587. |
Veramente
una brutta fine, quella descritta in questo testo tedesco del 1587. Il
primo libro sulle vicende di Faust non usa mezzi termini: l'uomo di
quell'epoca doveva capire che uno come Faust che vendeva la sua anima al
diavolo per avere in cambio conoscenze, oltre che una bella vita,
doveva fare la fine più crudele e sanguinosa che si potesse immaginare.
L'uomo non doveva voler superare i limiti dello stretto mondo medievale.
Le prime storie di Faust erano di chiara ispirazione religiosa,
dovevano mettere in guardia il lettore: attenzione, il diavolo che ti
tenta è sempre in agguato!
La nascita del mito...
...
avviene già quando Faust era ancora in vita. La gente raccontava le
storie più incredibili e a ca. 50 anni dalla sua morte, nel 1587, esce
un libro con questo strano e lunghissimo titolo, qui riportato in
versione
già un po' abbreviata:
"Storia
del dottor Johann Faust, ben noto mago e negromante, di come si è
promesso al diavolo per un determinato periodo della sua vita, di quali
straordinarie avventure egli fu protagonista o testimone, fino al
momento in cui ricevette la ben meritata mercede. Un esempio orrendo per
tutti i superbi, i saccenti e gli empi, un esempio disgustoso oltre che
amichevole ammonimento. Siate sottomessi a Dio, combattete il diavolo,
cosicché egli fugga da voi. Amen."a sinistra: la copertina del libro
Già nel titolo l'autore non lascia nessuna incertezza riguardo le sue intenzioni, si tratta di un chiaro ammonimento: non fate come ha fatto Faust, non abbiate la presunzione di voler sapere tutto, la scienza è roba da diavolo, piuttosto siate figli ubbidienti della chiesa e sottomessi a Dio! Il libro ebbe un enorme successo, successivamente uscirono sempre nuovi libri con "nuove storie" del dottor Faust, era una specie di "telenovelas" del '500. L'ammonimento religioso era sempre compreso, era d'obbligo per l'epoca, ma la gente leggeva queste storie e le raccontava in giro con un misto di paura e affascinata curiosità. Divenne per due secoli uno dei miti popolari più diffusi e amati. Goethe conobbe Faust per la prima volta in uno dei tanti spettacoli popolari di attori viaggianti che rappresentarono queste storie fantastiche nelle piazze. E così "lo spaccone degno di essere frustato" del '500 entrò nella grande letteratura.
Come si spiega l'enorme successo...
...
che questa storia ha avuto nella letteratura e nell'arte in generale?
L'elenco di drammi, poesie, romanzi, opere liriche, addirittura di
balletti che hanno come protagonista Faust è lunghissimo. Alla figura di Faust furono ispirate opere di ogni genere, da quelle musicali di Charles François Gounod, Arrigo Boito, Ferruccio Busoni, Louis Spohr, Robert Schumann, Franz Liszt, Richard Wagner e Hector Berlioz, alle rivisitazioni teatrali e letterarie di Christopher
Marlowe, Friedrich Maximilian Klinger, Lessing, Novalis, Adalbert von
Chamisso, Christian Dietrich Grabbe, Nikolaus Lenau, Heinrich Heine,
Henrik Ibsen, Paul Valéry, Michail Bulgakov e Thomas Mann, ai film di Friedrich Wilhelm Murnau, René Clair e di Autant Lara, fino al balletto di Maurice Béjart. Anche la pittura e il disegno (vedi sopra l'incisione di Rembrandt) ne approfittarono.
Il motivo di questo interesse...
...non
era solo l'aspetto "spettacolare" del patto col diavolo che è sempre
piaciuto al grande pubblico. Quello che affascinava erano piuttosto le
infinite possibilità che si aprono quando, con questo patto, si va oltre
i limiti intellettuali e fisici dell'uomo. Il problema che si ponevano
tutti, anzi che spesso sta al centro del mito del Faust, è questo: è
bene o male se l'uomo vuole più dalla vita di quello che gli dà la
natura (o Dio, a seconda dell'autore)? É lecito che l'uomo voglia, con
l'intelletto e con la sua scienza, dominare tutto, anche i segreti più
nascosti del mondo? Per Goethe, che voleva penetrare tutto con la luce
della ragione, quest'aspirazione dell'uomo a voler andare continuamente
oltre i propri limiti non poteva che essere positiva (vedi anche la
pagina dedicata al
Faust di Goethe).
Ma forse questa visione era possibile solo in un'epoca in cui l'uomo
con i suoi mezzi non era ancora in grado di distruggere non solo se
stesso ma anche tutto il pianeta. Thomas Mann che ha visto di che cosa
era capace un popolo come il suo, abbagliato dai falsi ideali del
nazionalsocialismo, certamente non era più in grado di vederlo allo
stesso modo ottimista. E oggi che, con la bomba atomica e con la
ingegneria genetica, abbiamo in mano delle possibilità e delle
responsabilità come mai prima, il dilemma del Faust, mettersi o no col
diavolo per andare avanti, è più attuale che mai.
È qui che sta il fascino del mito...
... che il personaggio un po' strambo del '500 sicuramente non avrebbe mai immaginato.
Alla prossima
Faust VIII
domenica, ottobre 28, 2012
50 anni di anime
L'ho visto da Lana e lo riposto perché l'ho trovato interessante. Quanti anime riuscite a riconoscere (almeno quelli di cui ci mostrano un breve video)?
Alla prossima
Faust VIII
sabato, ottobre 27, 2012
Soul Eater
Coloro che perdono la propria umanità in cerca del potere e cominciano a divorare anime innocenti, sono destinati a diventare kishin (dio demone) e a portare il caos e la follia nel mondo. Per questo, a Death City, Sua Eccellenza lo Shinigami (dio della morte) ha istituito l'accademia per i Meister, i quali, in coppia con un'arma umana, sono in grado di sconfiggere questi sfortunati e recuperare le loro anime, diventate "uova di kishin".
La storia si concentra non su di un solo protagonista, ma almeno su due coppie e un trio di Meister ed "armi demoniache" (esseri umani che si sanno trasformare in armi magiche):
- Maka Albarn, la figlia di una talentuosa Meister dell'Accademia e di Spirit, la Death Scythe, ovvero l'arma umana usata dallo Shinigami. Come risultato dell'indole da farfallone del padre, Maka non si fida degli uomini e spera di far diventare il suo partner, Soul Eater, una Death Scythe migliore di lui. Per far questo, dovrà aiutare Soul a mangiare 99 uova di kishin più l'anima di una strega. Soul (che si trasforma in una falce), dal canto suo, è un tipo tranquillo anche se ossessionato dal voler apparire "cool".
- Black Star, una testa calda che ha l'obbiettivo di "superare Dio". Ultimo sopravvissuto del Clan ninja della Stella, è stato addestrato dall'Accademia, dopo che questa ha sterminato il suo clan, che aveva cominciato a nutrirsi di anime. La sua partner Tsubaki (che diventa tutta una serie di armi ninja, principalmente una kusarigama) gli è molto fedele e lo supporta (e sopporta) sempre.
- Death The Kid o, semplicemente, Kid è figlio dello Shinigami e quindi è di natura divina. Fissato con la simmetria, vuole che tutto nella sua vita sia simmetrico (dagli arredi di casa ai suoi vestiti e così via). La sua fissazione è tale che la mancanza di simmetria lo fa stare fisicamente male e che si è scelto due armi, le sorelle Thompson (che si trasformano in due pistole), due ex delinquenti di New York che hanno svoltato conoscendo il giovane Shinigami.
Il concept della follia ha un ruolo di primo piano nella serie da un certo punto in poi e tutti i protagonisti e alcuni personaggi secondari ci avranno a che fare. Scopriremo così che la follia nasce dalla ricerca di cose diverse: il potere, l'orgoglio, l'ordine. Nella serie la follia viene vista come un'impulso negativo che porta al parossismo anche le pulsioni positive dei protagonisti e nessuno può ritenersi al sicuro da essa. Essa ha il suo impatto prima di tutto nel "sistema di combattimento": normalmente i Meister e le armi manifestano il loro potere con l'"eco dell'anima", vale a dire che le loro anime "sincronizzandosi" producono energia per combattere contro i nemici. La follia si inserisce in questa dinamica (o sotto forma di Black Blood o di Aura della Follia) con effetti imprevedibili. In pratica, le pulsioni dei protagonisti si riflettono anche nel loro modo di combattere.
Ho visto l'anime prima di leggere il manga e sebbene abbia ritrovato nella versione cartacea le stranezze del chara design che mi hanno fatto amare la serie animata, lo stile un po' grezzo mi ha scoraggiato un po' dal continuare a leggere, al pari delle abbondanti e completamente gratuite dosi di fanservice (un giorno dovrò scrivere qualcosa sull'argomento).
Alla fine dei conti, la storia del manga continua e mi sembra più profonda di quella dell'anime. Vedere come l'autore arriverà alla parola "fine" (speriamo in maniera meno deludente rispetto alla controparte animata) è l'incentivo principale che mi spinge a continuare la serie. E quando racconti una storia, non è forse questa la cosa più importante?
Alla prossima
Faust VIII
sabato, agosto 25, 2012
lunedì, agosto 06, 2012
Hadashi no gen
6-9 agosto 1945
Vedetevi questo, se volete, perché io sono troppo triste per dire qualcosa di coerente.
ATTENZIONE - IL FILM, PER QUANTO STORICAMENTE ACCURATO, CONTIENE IMMAGINI SCIOCCANTI, NON ADATTE AD UN PUBBLICO IMPRESSIONABILE.
Mai più.
Alla prossima
Faust VIII
Scheletro:
Cinema,
Eventi,
Politica e impegno sociale
mercoledì, luglio 25, 2012
Il Goemon Ishikawa contemporaneo!
In Italia, come sapete, amiamo Lupin III. Io stesso ho una serie (la seconda) in cassetta, più qualche film (tipo Il Castello di Cagliostro). Ma, ho l'impressione che Lupin sia conosciuto soprattutto tramite l'anime (anche se, a dire il vero, la Star Comics ha pubblicato i manga originali di Monkey Punch).
Perciò, per chi non l'avesse mai visto prima, ecco un assaggio dello stile dell'autore:
Questo è "l'episodio" in cui compare Goemon per la prima volta. Su Youtube ci sono anche altri capitoli del manga presentati così.
E questo è il Goemon del mondo reale, Isao Machii, detentore di due record mondiali per le sue capacità con la spada. In questo video ci mostra, tra le altre cose, la Zantetsuken (斬鉄剣 ), la "spada che taglia il ferro". Incredibile, vero?
Mi domando se riesca a tagliare il konnyaku...
Alla prossima
Faust VIII
Perciò, per chi non l'avesse mai visto prima, ecco un assaggio dello stile dell'autore:
Questo è "l'episodio" in cui compare Goemon per la prima volta. Su Youtube ci sono anche altri capitoli del manga presentati così.
E questo è il Goemon del mondo reale, Isao Machii, detentore di due record mondiali per le sue capacità con la spada. In questo video ci mostra, tra le altre cose, la Zantetsuken (斬鉄剣 ), la "spada che taglia il ferro". Incredibile, vero?
Mi domando se riesca a tagliare il konnyaku...
Alla prossima
Faust VIII
Scheletro:
Manga,
Ossa di varia lunghezza
domenica, aprile 15, 2012
Gli strumenti demoniaci di Neuro
Come omaggio al seiyû di Faust VIII (e di molti altri personaggi), posto questa "compilation" di tutti (credo) i 777 Strumenti del Mondo Demoniaco e delle 7 Armi della Corte dei Demoni che si vedono nell'anime di Majin Tantei Nougami Neuro. Una dimostrazione di quanto Koyasu-san possa essere inquietante (certo, l'atmosfera generale della serie aiuta!) O_O
Alla prossima
Faust VIII
Scheletro:
Faust VIII e Koyasu Takehito,
Manga
lunedì, aprile 09, 2012
Famicom fascination
Oggi posto dei video che hanno a che fare col Famicom, la versione giapponese del NES.
Il primo ha a che fare con quei birboni che lavorano per Google, che lo scorso primo aprile ci hanno spiegato che, da quel giorno, GoogleMaps poteva essere visualizzato anche in 8 bit e che ci si poteva collegare ad esso tramite un'apposita cartuccia per il Famicon. Ovviamente era una bufala, come avrebbe dovuto suggerire il video stesso e il logo che usavano per l'operazione, molto (troppo?) simile a quello di Dragon Quest.
Vi ricordate di JewWario? Adesso, per alcune recensioni, impersona Famikamen Raider. L'ispirazione gli è venuta proprio dai tokusatsu che sono l'oggetto di queste recensioni, come Kamen Raider e le Super Sentai. Famikamen Raider ha anche le sue sigle di apertura e chiusura!
Mi fa ridere il fatto che quando si trasforma, soffia prima nella cartuccia. I giocatori della vecchia scuola sanno il perché :D
Infine, vi lascio con questa canzone/meme composta dal Team Nekokan, che ci parla delle tribolazioni di un giocatore alle prese con un boss di fine livello piuttosto tenace, Airman.
Alla prossima
Faust VIII
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Musica giapponese,
Ossa di varia lunghezza,
Videogames
giovedì, febbraio 09, 2012
Resurrección
Esatto. Sto per tornare...
Ed ora, come omake, tutte le zanpakuto degli Espada, coi loro comandi di attivazione:
0. Yammy Llargo: Be Enraged (ブチ切れろ,buchikirero), Ira 憤獣 (イーラ)
1. Coyote Starrk & Lilynette Gingerbuck: Kick About (蹴散らせ,kechirase), Los Lobos 群狼 (ロス・ロボス)
2. Baraggan Louisenbairn: Rot (朽ちろ, kuchiro), Arrogante 髑髏大帝 (アロガンテ)
3. Tier Harribel: Destroy (討て, Ute), Tiburón 皇鮫后 (ティブロン)
4. Ulquiorra Schiffer: Enclose (鎖せ, tozase), Murciélago 黒翼大魔 (ムルシエラゴ)
5. Nnoitra Gilga: Pray (祈れ, inore), Santa Teresa 聖哭螳螂 (サンタ テレサ)
6. Grimmjow Jaegerjaquez: Grind (軋れ, kishire), Pantera 豹王 (パンテラ)
7. Zommari Rureaux: Suppress (鎮まれ, shizumare), Brujería 呪眼僧伽 (ブルヘリア)
8. Szayel Aporro Granz: Sip (啜れ, Susure), Fornicarás 邪淫妃 (フォルニカラス)
9. Aaroniero Arruruerie: Devour (喰い尽くせ,kuitsukuse), Glotoneria 喰虚 (グロトネリア)
(dati trovati su Bleach Wiki)
Alla prossima
Faust VIII
lunedì, luglio 18, 2011
Energia più, fantasia più, simpatia più più!
Che ne pensate di Google+? Pensate sia una grande idea vero? Già...Così ora non solo potrete dare gratuitamente le vostre foto, i vostri contatti e informazioni su quello che vi piace a chiunque voglia comprare questi dati da Facebook, ma potrete anche dare libero accesso alle vostre mail, a ciò che avete visto su youtube e cercato su Google in un colpo solo! Non è una cosa fantastica, la tecnologia?
Alla prossima
Faust VIII
Alla prossima
Faust VIII
venerdì, giugno 17, 2011
Tutti In Piedi! Entra il Lavoro
Lo streaming sembra non aver funzionato a dovere, neanche sul sito del Fatto Quotidiano. Io ho visto l'evento su Current. Ma bando alle ciance, scriverò rapidamente le mie impressioni.
È stata una manifestazione riuscita, che ha avuto i suoi momenti d'inchiesta (sugli scandali sessuali), le testimonianze dei giovani e dei precari, degli immigrati, del mondo della scuola, dell'informazione, di quella parte della Rai che non vuole farsi censurare.
Gli interventi che mi hanno più colpito sono stati quelli di Landini (finalmente sentire delle cose di sinistra dette in maniera chiara e senza timore di dirle, una cosa a cui la tv ci ha disabituato), quello di Travaglio, il Marchionne interpretato da Crozza, l'estratto di Aniene di Corrado Guzzanti, le vignette di Vauro.
Sul fronte musicale, mi dispiace che abbiano messo la pubblicità durante l'esibizione di Daniele Silvestri.
Ci sono stati alti e bassi e la serata non ha avuto la stessa forza di Raiperunanotte, ma comunque è stato un evento importante, a cui sono contento, nel mio piccolo, di aver contribuito.
Alla prossima
Faust VIII
P.S. Salvate Current!
È stata una manifestazione riuscita, che ha avuto i suoi momenti d'inchiesta (sugli scandali sessuali), le testimonianze dei giovani e dei precari, degli immigrati, del mondo della scuola, dell'informazione, di quella parte della Rai che non vuole farsi censurare.
Gli interventi che mi hanno più colpito sono stati quelli di Landini (finalmente sentire delle cose di sinistra dette in maniera chiara e senza timore di dirle, una cosa a cui la tv ci ha disabituato), quello di Travaglio, il Marchionne interpretato da Crozza, l'estratto di Aniene di Corrado Guzzanti, le vignette di Vauro.
Sul fronte musicale, mi dispiace che abbiano messo la pubblicità durante l'esibizione di Daniele Silvestri.
Ci sono stati alti e bassi e la serata non ha avuto la stessa forza di Raiperunanotte, ma comunque è stato un evento importante, a cui sono contento, nel mio piccolo, di aver contribuito.
Alla prossima
Faust VIII
P.S. Salvate Current!
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TV
lunedì, aprile 18, 2011
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A
sinistra: affresco sulla casa a Staufen (nella Foresta Nera) dove,
secondo la legenda, è morto Faust: il diavolo si prende Faust nel
momento della sua morte.
Nell'illustrazione: Faust nel suo studio (incisione di Rembrandt)



