lunedì, giugno 08, 2009

Blade Runner Di Ridley Scott

Sono riuscito finalmente a vedere Blade Runner, film che mi aveva da sempre incuriosito(tratto dal romanzo di Philip K. Dick, "Do Androids Dream of Electric Sheep?"), ma che non avevo mai avuto occasione di vedere. Ho visto il Final Cut che è passato in televisione un paio di giorni fa, quindi su questa versione baserò la mia piccola recensione.
Los Angeles 2019. Le guerre nucleari e l'inquinamento hanno reso la terra un posto davvero oscuro e inospitale. Molti animali estinti, sono stati sostituiti da loro versioni meccaniche e molti uomini hanno deciso di emigrare nelle colonie extramondo. Possono emigrare coloro che sono sani, non affetti da malattie derivate dall'inquinamento e i ricchi. I poveri e i malati sono costretti a rimanere sulla Terra. Anche il clima di Los Angeles è profondamente cambiato: lo smog l'ha resa una città buia, costantemente bagnata dalla pioggia. E' diventata una città ancora più multietnica, dove è predominante la componente asiatica e dove le strade sono attraversate da una moltitudine di persone che sciamano senza tregua da una parte all'altra.
Le mega corporazioni e le loro pubblicità su maxi schermi, sembrano guardarle dall'alto in basso, dando un senso di oppressione, rafforzato anche dalle luci dei fari, che si insinuano anche nei vicoli più bui.

Qui vive e si muove Rick Deckard, poliziotto ed ex Blade Runner, ovvero cacciatore di replicanti, androidi usati nelle colonie extramondo per i lavori pesanti, come strumenti di piacere o come soldati. Quando questi si ribellano e scappano dalle colonie, arrivando sulla Terra, costituiscono un pericolo perchè non sanno controllare le proprie emozioni ed essendo molto più forti degli umani, possono causare vere e proprie stragi tra la popolazione. In più, ad occhio nudo sono indistinguibili dagli umani, quindi è nata la necessità di avere degli agenti speciali, i Blade Runners, per eliminarli, o come dicono loro per ritirarli.

Rick aveva smesso di cacciare replicanti, ma all'inizio del film, viene costretto dal suo collega Gaff a tornare al lavoro, dopo la fuga di sei Nexus 6, replicanti di ultima generazione. Due di loro, appena arrivati sul pianeta sono finiti in una rete elettrica, una trappola che li ha distrutti. I quattro rimasti sono: Roy Batty, un modello da combattimento; Leon Kowalski, un addetto al combustibile nucleare; Zhora, programmata come assassina esperta di arti marziali e Pris, un modello "di piacere".

Avendo scoperto che Leon si era infiltrato nella Tyrell Corporation, l'industria che li ha creati, e che aveva ucciso un altro Blade Runner, Deckard viene chiamato ad investigare dal presidente della compagnia. Lì, sottopone la sua giovane assistente, Rachael, al test di Voight-Kampff, che serve ad individuare i replicanti in base alle loro reazioni emotive alle domande che vengono loro fatte, monitorandole osservando i movimenti degli occhi. Scopre che quella che gli era stata presentata come umana dal direttore è in realtà un replicante sperimentale e che lei stessa è ignara di esserlo. Deckard affronta il dilemma di rivelare o meno a Rachael la sua vera natura, mentre si rende conto di provare qualcosa per lei. Dilemma che sarà ancora più terribile, quando gli ordineranno di ritirare anche lei.

Si scopre che lo scopo dei replicanti fuggiaschi è semplicemente quello di non morire, essendo quasi scaduta la loro durata vitale, che, per ragioni di sicurezza, arriva al massimo a quattro anni. Per questo andranno da Tyrell per cercare di posticipare in qualche modo la loro fine.
Deckard li eliminerà uno dopo l'altro, fino ad arrivare allo scontro finale con Roy Batty.

Blade Runner è un film molto complesso e stratificato, per i modelli a cui si ispira e per le tematiche di cui tratta ed ha avuto un'enorme influenza sulla narrativa e sul cinema di fantascienza ad esso successivi. Esso porta gli stilemi del noir à la Chandler nell'ambito fantascientifico, con una femme fatale, un eroe che in realtà è un antieroe e una fotografia caratterizzata da oscuri bassifondi malfamati.

Vengono esplorate tematiche profonde come la hubris, la tracotanza umana di operare in un ambito divino, come quello di creare la vita grazie alla robotica e all'ingegneria genetica; la paranoia dei replicanti di dover essere braccati dai Blade Runners e quella degli umani che hanno paura dei replicanti, non sapendoli distinguere da loro; la difficoltà del distinguere il reale dal non reale da parte dei replicanti, nei quali sono stati impiantati ricordi fittizi, per aver un miglior controllo su di loro; il simbolismo religioso da angelo caduto che permea Roy Butty; l'inquinamento e la globalizzazione; la tirannide delle corporazioni; la morte e la ricerca dell'immortalità.

Inoltre dalla versione Director's Cut in poi, ci viene istillato il dubbio che anche Deckard potrebbe essere un replicante, dotato di ricordi fasulli e convinto di essere un Blade Runner, ma in realtà subalterno di Gaff e usato per dare la caccia ai suoi "simili". Questo ci verrebbe dato da una sequenza in cui Deckard sogna un unicorno, che ci fa vedere sotto una nuova luce una delle scene finali, quando cioè trova fuori dal suo appartamento uno degli origami di Gaff, a forma di unicorno. Questo ci fa pensare che Gaff conosca i pensieri di Deckard, come se fosse stato lui a "programmarlo". Il dilemma Deckard umano/replicante ha varie sfumature interessanti, ma più di tutto, fa diminuire la distanza fra umani e replicanti, facendoci riflettere su cos'è che ci rende davvero umani. Il dubbio diventa più forte se si riflette anche sul fatto che i replicanti nel film sembrano provare più emozioni degli apatici abitanti della Terra.
Più che una risposta certa, è proprio il dubbio che rende più interessante il finale.

Consiglio la visione di questo cult movie a tutti, amanti della fantascienza e non.


Alla prossima
Faust VIII

2 commenti:

Gegio ha detto...

Ogni volta che ne leggo capisco un pò di più della trama: il particolare dell'unicorno, forse saputo da molti, non mi ha mai fatto pensare...
Questo ed altri film sono nelle nomination del quarto questionario (1983) del Torneo degli Oscar, in cui si arriverà ai premi (non tutti) “denoaltri” blogger. Se sei d’accordo,e se non vuoi votare gli altri Oscar, inserisco automaticamente il tuo voto per questo film in tutte le categorie nel tabellone. Commenta qui o nel mio blog.

P.S.: In queste ricerche su Googl blog non ho mai trovato una trama riassunta meglio..

Gegio ha detto...

Dimenticavo:
http://iltorneodeglioscar.blogspot.com/